La cavalleria era ormai alle porte del castello.Sir Nail presiedeva il consiglio di guerra, insieme al comandante dell'esercito Lord Pincers e alle massime autorità bellico-strategiche della Contea di Hammershire.
Il Conte, alto e secco, dallo sguardo severo, fissava in modo vacuo la cartina topografica della contea, stracolma di miniature di cavalieri che puntavano minacciose verso il modellino del castello.
- Mio Signore - disse Lord Pincers - cosa intendete fare? -
Sir Nail estrasse da una tasca del proprio abito un lungo chiodo, roteandolo fra le dita con estrema abilità.
Da parecchi anni, la Contea di Hammershire e il Ducato di Pickaxe si contendevano la miniera per l'estrazione del ferro, fulcro dell'economia di entrambe le fazioni. Ora, però, dopo lunghi mesi di assedio, Sir Ironsting, Duca di Pickaxe, sembrava essere sul punto di conquistare il castello di Hammershire.
Il Conte, con un rapido movimento, lanciò il chiodo verso la parete, colpendo in pieno viso un ritratto del Duca.
- La situazione è critica - disse mestamente Sir Nail - e, sinceramente, non so proprio che chiodi pigliare... -
All'improvviso, il volto del Conte si illuminò.
- Correte a chiamare Blacksmith. Voglio vedere quel fabbro... SUBITO! -
Ed ecco l'improvvisazione direttamente sul web! Allarghiamo i nostri confini! Proviamoci! Ce la possiamo fare!

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A quel tempo non mi sarei mai aspettato che la mia vita sarebbe cambiata in quel modo. Facevo il fabbro, il mio compito era ferrare cavalli e produrre le spade migliori della contea. Gli altri erano i protagonisti, io un loro aiutante.
Mi vennero a chiamare in un pomeriggio di nebbia, alle porte della città si sentivano le grida dei nostri nemici reclamare le nostre teste ed io guardavo i miei figli e mia moglie con la morte nel cuore. Non avrei mai immaginato che sarei stato io a salvarli. Io capite? Io!
- Seguici!
dissero due cavalieri con lo stemma della contea di Hammershire dipinta sulla scudo
- Dove volete che venga?
risposi
- Sir Nail in persona ti vuole parlare
- Sir Nail?
- Proprio lui
Salii su un cavallo nero preparato solo per me. Lasciai la mia casa ed i miei familiari senza sapere cosa mi apprestavo a fare. Li avrei rivisti solo alla fine di quella storia
A calvalcare non sono mai stato bravo, e già dopo qualche miglio avevo la schiena curva come un arco, a cui facevano da frecce le mie braccia penzolanti, nonostante i dolori proseguivo con la fierezza di un cavaliere nel cuore e i dolori di una primipara da un altra parte...
Rimbalzando sulla sella giunsi al castello di Sir Nail, a guardia dell'entrata due enormi cavalieri armati di tutto punto riconobbero il cavallo e lo accompagnarono porntamente dentro alle mura, mentre per quanto mi riguarda mi informano che sono fortunato, perchè dall'aspetto che ho, se non fosse stato per il cavallo, era già pronto per me, nella sala delle torture, un fabbro.
Che coincidenza.
Un fabbro, che ne aspetta un altro.
Ma non era una affatto una coincidenza...
Le guardie armate mi scortarono all'interno del castello, attraverso una serie di oscuri cunicoli.
Dopo parecchie clessidre, giungemmo in un modesta sala, debolmente illuminata, dove mi attendeva un'inquietante figura.
Dietro la maschera, due occhi gelidi mi stavano osservando.
- Blacksmith, suppongo.
- Sì, signore. Sono qui per volere di Sir Nail.
- Lo so, ma in tempi come questi, la prudenza non è mai troppa. Il mio compito, affidatomi direttamente dal Conte, è di scoprire se lei E' quello che dice di essere e, soprattutto, se può esserci utile. In caso contrario...
Fu in quel momento che vidi per la prima volta il fabbro di corte.
E le enormi tenaglie che portava con sé.
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